La diatriba su chi, tra uomo e donna, sia il vero responsabile della gestione famigliare, affonda le sue radici nella notte dei tempi, e fa la sua comparsa come vero e proprio topic di discussione pubblica già verso la fine dell’Ottocento, come nel caso della rivista americana “Printer’s Ink”, in cui venne sollevata la questione su che tipo di pubblicità fosse meglio fare per vendere un prodotto. Pubblicarlo su una rivista generica o una rivista femminile?
Inutile sottolineare come per l’opinione pubblica, il ruolo di gestione famigliare, veda il dominio della figura femminile, e se prima del processo di industrializzazione questo riguardava educazione e cura della prole, gestione delle mura domestiche e del sostentamento alimentare, dagli inizi del Novecento si accompagna a quello di acquirente leader. Nel periodo degli anni ‘70 sarebbero infatti le donne ad effettuare l’80% degli acquisti per la vita famigliare.
é interessante vedere come, in effetti, sin dagli albori del suo debutto sul mercato, la lavatrice sia stato un prodotto che ha avuto come target principale la donna. Prendiamo, ad esempio, il fenomeno della “Signora Candy”:
I media paragonano il possesso di una lavatrice alla sensazione di libertà dalla pesantezza fisica del lavaggio a mano.
La lavatrice viene dipinta come inseparabile alleata del modello di donna moglie e madre felice. Una vita nuova pensata proprio per loro: per le donne!
Era come se si volesse promuovere il cambiamento, ma al tempo stesso lasciare che gli schemi non subissero variazioni, ma anzi, che venissero addirittura rinforzate le differenze di ruolo e soprattutto di genere. L’educazione elettrodomestica diviene così un nuovo aspetto della femminilità.
Come cambia nel tempo l’utilizzo linguistico e di genere della figura della donna in relazione alla lavatrice svela un cammino verso nuove consapevolezze, arrivando ai giorni nostri, con un’immagine di donna impegnata nel lavoro extradomestico, a un nuovo modo di intendere il rapporto di coppia, come nella recente pubblicità del 2004 in cui la famigerata “Signora Candy”, usa sì felicemente la sua lavatrice, ma in collaborazione con il compagno.
Di certo non mancano riferimenti, nostalgie o “scivoloni”. In un’epoca come la nostra, in cui le battaglie di genere sono al centro della discussione e stanno ottenendo importanti risultati, saltano all’occhio quelle che qualcuno definirebbe “cadute di stile”, o altri semplicemente sessismo. é il caso di Siemens, il gruppo multinazionale tedesco produttore di elettrodomestici, che ha annunciato di aver montato sulle proprie lavatrici il “Fuzzy control, un dispositivo intelligente che pensa e agisce come una donna, migliorando la qualità del lavaggio ma semplificandone l’ uso”.
Lasciamo comunque il compito di smascherare pubblicità sessiste a chi ha più competenze di noi. Se siete curiosi visitate la pagine Facebook “La Pubblicità Sessista Offende Tutti”.
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