La lavatrice, come quelle che oggi abbiamo in casa, è il frutto delle migliorie apportate a quelle progettate per la prima volta negli anni ’60 dalle industrie europee e statunitensi. I primi modelli di lavabiancheria sono invece molto diversi da quelli odierni e, per rintracciarli, occorre fare un salto nel passato!
I primi modelli, infatti, risalgono al XVII e al XVIII secolo in Europa. Un esemplare è quello del 1677, il cui inventore è il barone John Hoskins: uno strumento per sciacquare i panni composto da un cestello che viene fatto ruotare sotto un getto d’acqua; un altro è creato poco più tardi dal teologo di Ratisbona (Germania) Jacob Christian Schäffer (1718-1790). Ma l’inventore di una lavabiancheria molto più vicina alla nostra è di certo Thomas Bradford. Nel 1860 mette a punto una macchina costituita da una gabbia ottagonale in legno in cui vengono messi i panni e che è a sua volta inserita in una scatola di legno che viene riempita di acqua e sapone. All’esterno una manovella fa ruotare la gabbia interna.
L’idea di Bradford viene superata una quindicina di anni più tardi da quella di William Blackstone, un mercante americano. Egli crea un barile di legno da riempire di acqua e sapone con un’asse di legno a pioli da muovere manualmente su e giù per scuotere i panni immersi nell’acqua. Questa invenzione ha così tanto successo che Blackstone la inizia a vendere a 2,50 dollari. Più tardi apre un’azienda a New York, che esiste tuttora. Poco tempo dopo viene aggiunto uno strizzatore e successivamente il barile di legno viene sostituito con uno in metallo.
Tra la fine dell’Ottocento e i primissimi anni del Novecento, viene inserito il motore: prima a benzina, poi a vapore. Infine quello elettrico nel 1907.
Le prive lavatrici, tuttavia, vengono concepite come sfregatrici dei panni è ciò porta alla loro usura in tempo brevi. Tra l’altro, il lavaggio in sé, era alquanto deludente. La soluzione? L’adozione dell’agitatore! Agitando e non sfregando i panni, il sapone attraversa le fibre dei tessuti, pulendo molto più a fondo. (aggiungere foto agitatore odierno) I modelli ad agitatore vengono via via dotati di ulteriori funzionalità come le resistenze per il riscaldamento dell’acqua. Con questo tipo di modello, si sviluppano le lavatrici a due vasche, le Twin tub: una vasca, quella con l’agitatore, dove si effettua il lavaggio dei panni; nella seconda vasca, con cestello ad asse verticale, i panni vengono risciacquati e strizzati per centrifugazione. Le twin tub sono ancora abbastanza diffuse, non tanto in Europa quanto nei paesi asiatici e africani. Dopo la seconda Guerra Mondiale, lo slancio industriale porta a ricercare modelli ancora più comodi e funzionali. In Germania, già da prima del conflitto mondiale, vengono prodotti modelli a cestello ad asse orizzontale. Nel dopoguerra quelle tedesche erano probabilmente le lavatrici più evolute ed a più forte autonomia… Ma cosa accade in Italia? Per scoprirlo vai all’articolo sulla lavatrice in Italia!
Bibliografia
>Enrica Asquer, La rivoluzione candida. Storia sociale della lavatrice in Italia (1945-1970), Roma, Carocci, 2007. ISBN 978-88-430-4207-4
Sitografia
>https://it.m.wikipedia.org/wiki/Candy_(azienda)
>https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ariston
